Come si chiamano gli abitanti di Vermicino?

A – Di dove sei?

Io– Frascati…

A– ah, Frascati! Lì ai Castelli romani si sta bene, c’è il vino buono, la porchetta…

Io– In realtà vivo a Vermicino, ma è comune di Frascati, sta a pochissimi km da lì. Quando dico Vermicino non lo conosce quasi nessuno, tranne i …..

Nonno di A – Ehhhh, Vermicino! Eccome non lo conosco! E’ dove morì quel bambino nel pozzo tanti anni fa…io me lo ricordo bene, era l’81, ci fece stare in agonia in quei giorni, assistemmo in televisione a tutta la vicenda in diretta…

Vermicino, comune di Frascati in provincia di Roma. In realtà il territorio è diviso in modo tale che la mia vicina di casa risiede a Frascati ed io risiedo a Roma. Terra di confine…vallo a dire al postino, che porta la posta al mio n°57 che è Roma del n°57 che sta a 300 metri da casa mia, all’altra estremità della via e che è Frascati – il cognome dovrebbe essere un’indicazione non indifferente, ma tant’è.

Vermicino a descriverlo non ci vuole molto: è una frazione che si sviluppa lungo una via: via di Vermicino. Già.

Non è come gli altri paesi (non si può in effetti definire tale), che si sviluppano generalmente intorno ad una piazza, una chiesa, un corso. Tutti questi posti sono vicino a strade a scorrimento veloce, prima fra tutte via Tuscolana. Non si vedono bambini o giovani in bicicletta perchè è abbastanza pericoloso.

Le attività per i giovani sono concentrate in parrocchia, e questo spiega in parte anche l’esodo dei ragazzi quando iniziano ad avere 14-15 anni, perchè cominciano ad uscire per Frascati e l’abbandono definitivo verso i 18-20, quando iniziano ad uscire a Roma.

Per i meno giovani ci sono centri un pò in ogni quartiere. Negli ultimi anni nella mia via hanno aperto un centro polivalente, durante la settimana accoglie giovani e meno giovani per diverse attività artistiche e ludiche, mentre la domenica si trasforma in chiesa per un’ora.

L’aspetto della mia zona per me più bello è che siamo circondati da vigne. Se avessero portato a termine uno dei progetti elaborati per sistemare una lunga strada che tagliava i campi, sarei perfino potuta andare a scuola a piedi, sai che bello! Invece non l’hanno mai fatta. In compenso negli ultimi dieci anni i vigneti si sono dimezzati, la gente li ha venduti e stanno sorgendo tante villette a schiera, pessima visione per i miei occhi storicamente e nostalgicamente bucolici.

Avrei potuto raccontare di Frascati, sicuramente avrei avuto più cose da dire. Ma io sono di Vermicino e anche se può sembrare che lo snobbi, in realtà ci crescerei i miei figli, per far loro godere della stessa natura e “rustichezza” di cui ho potuto circondarmi io. Tra orto, gatti, galline, uva, pomodori, zucchine, terra e fiori.

Per vedere dalla campagna la lontana, seppur non troppo, città immersa nella sua striscia grigia di smog che da quando avevo 5 anni ad oggi si è alzata non so nemmeno di quanto.

E la vedevo, quella striscia, mentre aspettavo il pulmino fuori casa e poi mentre aspettavo il pullman all’incrocio per il liceo e salutavo l’autista che ancora oggi mi saluta mentre mi incontra con la macchina.

Anche per questo mi piace il posto in cui vivo. Non è come nei film in cui tutti si salutano e si vedono crescere reciprocamente, sorridendo. E’ piuttosto come nella realtà, in cui tutti sanno gli affari di tutti e ti vedono crescere a volte senza nemmeno salutarci alla festa del paese (ebbene si, c’è la festa di Vermicino – in parrocchia naturalmente – dove una volta l’anno mangiavo le pannocchie). Però è bello pure così.

Purtroppo non ho trovato molte foto. Ve ne metto una inquietante della famosa statua costruita in memoria del piccolo Alfredino che i vostri genitori e nonni ricorderanno, statua che si trova in? Bravissimi. In parrocchia.

E un’altra che a livello di mappatura rende meglio la descrizione iniziale che ho fatto di Vermicino.

      

Della triste vicenda I Baustelle hanno scritto una canzone, che si chiama Alfredo. E’ bellissima e racconta anche come da lì, da Vermicino, da quella disgrazia si ebbe un pò l’inizio di una certa morbosità che oggi è ormai dilagata senza ritorno. Il dolore in diretta.

Come si chiamano gli abitanti di Vermicino? Giuro che non lo so :-)

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Perchè no?

Non so dire, non mi ricordo, da quanti anni ho un blog. Credo almeno sei o sette…ah però! Iniziai per gioco, curiosità, novità. Poi continuai perchè la vita avevo bisogno anche di scriverla qua e là, secondo i miei punti di vista, ponderati e sviscerati, oppure gettati lì a prendersi gioco del raziocinio.

Inoltre lo spazio del blog andava costruendosi e implementandosi sempre più, al passo con la mia stessa evoluzione. Avevo inserito le rubriche, i libri, i film, i link di riferimento, ed era come seguire e non disperdere gli interessi che avevo avuto e avevo per la prima volta. Raggrupparli lì, in quello spazio, come uno scaffale tutto mio. L’essenzialità dell’attuale blog la dice lunga sui mille cambiamenti che sei/sette anni possono portare in una persona.

La cosa durò così tanto e dura tuttora, però, per la presenza di altri abitanti dell’etere scribacchino, di cui una parte, negli anni, si è consolidata, diventando tra scremature libere e naturali, un pò lo zoccolo duro di questa esperienza.

L’arrivo di Facebook, oltre a rovinare relazioni, storie, amicizie e matrimoni, ha anche fatto in modo che noi ci si ritrovasse in un gruppo che la saggia Flavia ha creato per non disperderci dopo la diaspora sia su FB stesso che su WordPress. Ed è stato un modo bello per ritrovarci.

E allora perchè Il Circolo dei blogger non scomparsi?

Io risponderei, perchè no?

A parte la domanda ad effetto che in qualche modo dovevo infilarci per riprendere il titolo, dato che non chiosa il post, lasciandolo senza capo nè coda, posso dire che uno scaffale è una voce piena di sfumature, ma una serie di scaffali, fanno una parete piena di colori diversi, controversi, seri e divertenti, saggi e poetici, cinici e romantici, razionali, brontoloni,  avventurosi e artistici, insomma un patchwork esplosivo.

Caspita, i Baci Perugina potrebbero quasi invidiarmi per la retorica dei miei finali.

Ma anche no.

Buon inizio a noi, blogger non scomparsi (a parte per il periodo estivo che rallenta tutti e tutto, e direi anche, meno male!)

:-)