La Grande Bellezza

È una recensione difficile. Non saprei confrontare la mentalità del regista Sorrentino rispetto ai lavori precedenti o cogliere le particolarità dei luoghi, le citazioni raffinate e sopratutto i perché delle polemiche. Anzi, forse questi li posso intuire: perché nella decadenza si smuovono prima le suscettibilità dei sentimenti complicati.
È un film bellissimo, per coloro che sono condannati alla sensibilità. Tutto si spiega nel titolo, è intuito – ma non rappresentato – tutto il senso dell’opera. Nell’opera il senso non si trova, non da solo: è un brulicare di sensazioni; un impatto visivo-sonoro totale. La miseria umana si riduce a una brulicante parentesi sullo sfondo di una meraviglia possente, opaca, ma non alterabile, anche nei piccoli significati dei gesti.
Penso di dover scrivere la poesia che mi è venne in mente, esplicativa più di qualunque commento. Al buon Jep.

Un migliaio di anni da questa notte
quando Orione scalerà il cielo
la stessa rapida neve riempirà i tetti
le stesse pazze stelle correranno in cerchio
chi si ricorderà della guerra in Cina
o dei gas velenosi in Spagna?
I morti saranno dimenticati, perduti
che essi abbiano vinto o perso
ma solo la bellezza, solo la verità, dureranno un migliaio di anni.

Survival di Margaret Moore Meuttmann

La grande bellezzaVoto: s.v.

Quotidianity – 1

-Pago. Quant’è?
-Allora. 5 birre medie e un gin tonic. Sono 31 euro.
-Pago con la carta.
-Carta?
-Sì, bancomat.
-Noi non prendiamo carte.
-Come no?
-Non le prendiamo.
-Io non ho contanti al momento.
-Però prendiamo solo quelli.
-Non ne ho. Guardi.
-Non. Non m’interessa. Sono 31 euro.
-Sì, ma io vorrei pagare con la carta.
-No, niente carta.
-Quindi?
-C’è una banca qui dietro.
-Devo andare a ritirare?
-Penso proprio di sì.
-All. Allora vado.
-Sì, ma ci devi lasciare qualcosa.
-Cosa devo lasciarvi?
-Non può andare a prendere i soldi senza lasciarci qualcosa.
-Guardi che torno.
-Non m’interessa. Va bene anche solo il cellulare.
-Il cellulare. Ma… Va bene, eccolo.
-Bene, te lo ridiamo quando torni.
-Sì, occhei. Vado e torno.
-Sì.
-31 euro?
-Sì, 31.
-Bene, vado. A tra poco.
-Sai dov’è la banca, vero?
-Sì, qua dietro. Me l’ha detto lei. Qui dietro.
-Sì, qui dietro, subito a sinistra e poi ancora a sinistra.
-Perfetto. A tra poco.
-A dopo.

-Scusi, ecco.
-Hai ritirato i soldi?
-No, guardi, mi può dare un attimo il cellulare?
-Hai soldi?
-Sì. No. Ecco.
-Se non hai i soldi devo chiamare il titolare.
-No no no. Ecco, ho i soldi, ho i soldi, ma non ricordo il pin della carta. È scritto nel cellulare. Mi fa il favore di…
-Certo.