Il ritmo dell’algoritmo

Ahi, l’amore mamma mia!
Hai un’amica che ti accompagna che fa la modella in Spagna
hai l’aria dolce e  i tuoi occhi son stupendi
hai l’arte sparsa per il corpo, meriti un tour

Il cuore
il cuore pasticcione
il cuore e la fame
il cuoco di bordo

Che puntata c’è domani a “uomini e donne”?
Che puntata va in onda oggi a “uomini e donne”?
Che punteggio danno per lussazione clavicola-spalla?
Che punte usa Svetlana Zarakhova?

Quando riuscirai a capire come la penso?
Quando riuscirai a capire come la penso purtroppo avrò già cambiato idea
Quando riusciamo a vedere la bellezza essa è sempre perduta
Quando riuscirai a fregartene?!

Come fai a capire se sei venuta?
Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita?
Come fai a guardare la ragazza che ami e convincerti che è il momento di andartene?
Come fai a capire se sei incinta?

credits: Google.it
per info visitate http://italiano.googlepoetics.com/

Cucina occasionale − le ricette che non credevi possibili: Hamburger di ceci

La cucina occasionale è un concetto semplice quanto sfuggente e, per questo, forse è meglio spiegarlo tramite gli antefatti.
Nella solitudine del limbo estivo compreso tra una vacanza e l’altra, un giovane uomo venne abbandonato a casa assieme a un frigo colmo di viveri. Grazie alla previdenza della figura materna − entità la cui apprensione per i figli è ripartita fra le due percentuali di morte per assideramento (d’inverno, ma anche d’estate) e morte per denutrizione −, la fame non era un problema. Semmai il problema era ingurgitare tutto quel cibo senza farlo guastare o scadere perché − sempre per formazione matrilineare («Nun strasà» diceva la nonna) − gli sprechi erano al bando. A questa nobile quanto annosa questione si accompagnava quella ipotetica di riuscire a cucinare in tempi serrati in risposta alle esigenze del lavoro e del tempo libero.
Mancando il tempo e con il suo scorrere, poi, si poneva l’esaurimento delle scorte, riducendo le possibilità di alternative a certi piatti.
A causa di tutto questo, il giovane uomo, tra le sperimentazioni dettategli dalle necessità, coniò dunque la cucina occasionale. Si trattava di combinare gli alimenti avendo come la priorità la loro freschezza e la data di scadenza. Non essendoci ricette o non avendo il tempo di consultarne, spesso le soluzioni erano inedite. In una parola, casalinghe. Inoltre, appunto mancando la guida di una ricetta, i risultati erano scriteriati. A volte i piatti erano quasi immangiabili a causa del mancato discernimento nell’uso dei condimenti (es. salando i legumi o maneggiando il dado). Ma per fortuna di solito l’esito era soddisfacente, anche se con porzioni abbondanti. I quantitativi superiori al fabbisogno recavano due effetti/soluzioni: invitare amici, che fa sempre piacere  (ma poi chi lava i piatti?); venderli, se e quando cookistoprenderà piede in Italia; inscatolare degli avanzi. Gli avanzi, in particolare, sono una delle forze motrici della cucina occasionale: un giorno portata principale, quello dopo contorno.
La scelte obbligate date dalle scadenze e dalla disponibilità degli ingredienti sono spauracchi, la cucina occasionale consiste nell’arte di superarli. È un processo trial & error, ma dalle sicure garanzie perché l’obiettivo non è la precisione della ricetta, ma l’intuito del risultato (non ci sono indicazioni schematiche, solo semplici linee di suggerimento). Non abbiate paura di provare, l’importante è non buttare via niente. Sperimentino i signori, sperimentino!

Hamburger di ceci
La ricetta non è una ricetta. Sarebbe quello che racconterei a un tale se mi chiedesse come fare una ricetta. Ovvero senza dovizia di particolari.
Questa ricetta è nata in seguito a un’improvvisa abbondanza di ceci, che non sapevo più in che modo cucinare. SPero vi piaccia.
Ingredienti: Acqua, ceci, olio d’oliva, sale, spezie
Strumenti: Bacinella, pentola a pressione, piatto, forchetta, padella

Per questo piatto è richiesto che abbiate a disposizione dei ceci già cotti, magari avanzati da una precedente pasta coi ceci.
I tempi di cottura dei ceci, nonché il quantitativo d’acqua richiesto, vengono sempre riportati sulla confezione; comunque non vanno cotti prima di una notte in ammollo in acqua. Non vanno salati in cottura ed è meglio metterli in pentola a pressione con acqua già bollente.
Una volta scolati me li potrei mangiare così come sono, uno ad uno, come snack. I ceci tostati, quelli sì che sono ottimi snack. Tornando ai ceci, qualora non occorressero per altre ricette, possono essere utilizzati per farne degli ottimi hamburger.
Il procedimento è primitivo: forchetta e forza bruta. La buccia del legume rende scomodo l’utilizzo di altri utensili; io prediligo la forchetta per semplicità, per mascolinità e per non dover lavare altre cose dopo.
Ottenuta la poltiglia e unta con un po’ d’olio, le si dà la forma dell’hamburger e lo si getta in padella con olio caldo. Tenete la fiamma media. Essendo un alimento già cotto, la cottura in padella deve durare il tempo necessario a creare una crosta dorata, che serve a dare consistenza. Una volta ottenuta, l’hamburger è pronto per essere servito e mangiato.
Nota: L’impasto non dovrebbe sfaldarsi. L’ingrediente da aggiungere per scongiurare il rischio è la farina di carrube. Chi non ne ha un po’ nella dispensa? Sperate che venga bene, dai. Per dare sapore metteteci qualche spezia.
Buon appetito!

As I said Ceciburger

As I said Chickenpeasburger

Cucina occasionale – le ricette che non credevi possibili: Yogurt al melograno

Ingredienti: Yogurt bianco, melograno, miele
Niente di trascendentale. Sgranate il melograno, aggiungete i chicchi allo yogurt ed è fatta. Valutate la dolcezza e, se volete, mettete miele quanto basta secondo il vostro gusto.

Pomegranate Yogurth

Pomegranate Yogurth

Nota: il melogranocosta uno sproposito. Per procurarvelo fate lunghe passeggiate nel vicinato: il melograno è una pianta diffusa nei giardini, e – adesso che è periodo – se avrete fortuna riuscirete a mettere le mani su qualche frutto vicino alla cinta. Altrimenti fatevelo regalare: il melograno come il kiwi tende a oscillare dal poco al molto aspro, e – anche per non stare a sgranarlo – qualcuno sarà ben felice di disfarsene.
Il melograno si trova anche nei cimiteri, specie sulle tombe a terra viene usato come pianta ornamentale. Non temete di considerare il gesto come una profanazione o di offendere in qualche modo il defunto. Io ho chiesto e non si è lamentato.
L’usanza del melograno nei cimiteri deriva dal mito. Il melograno fu il frutto infernale che il dio Ade offrì all’amata e affamata Persefone durante la traversata dell’oltretomba per ricongiungerla alla madre. La legge divina prescriveva che chiunque avesse mangiato un frutto dell’inferno sarebbe stato costretto a rimanervi. Lo stratagemma del dio di legarla al suo mondo funzionò. Persefone ne mangiò sei semi prima che l’inganno fosse scoperto. A quei sei semi corrisponde sulla terra il lutto di Demetra per la sorte della figlia, rinchiusa nel Tartaro, e rappresentano la brutta stagione. Non è un caso che agli esordi dei primi freddi il melograno cominci a maturare.
Non so quanto questo mito sia davvero pertinente come spiegazione. Il melograno, grazie all’adattabilità della pianta, è simbolo di fertilità ed è carico di numerosi significati positivi presso il cristianesimo e le culture dell’Asia minore, da dove proviene. Nel contesto di un camposanto dovrebbe rappresentare la rinascita; ma non sta scritto da nessuna parte. Prendete il frutto e scappate.