Alcamo, parte seconda. C’era una volta un bosco incantato

Quando ho voglia di sentirmi piú vicino a casa, chiudo gli occhi ed immagino di fare una passeggiata sul sentiero che porta all’antica fontana araba che si trova sul Monte Bonifato, la montagna che sovrasta la mia cittá. Se un giorno vi troverete ad Alcamo, chiedete come arrivare alla “Funtanazza”.

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Pochi luoghi nella mia vita mi hanno segnato come la pineta di Monte Bonifato. É lí che ho alcuni dei miei ricordi piú felici. I picnic con la mia famiglia, le avventure diurne e notturne con gli amici scout, la prima volta che ho visto la neve, che ho toccato la neve e che -titubante- ho assaggiato la neve!

Se ne avete voglia, prendetevi qualche minuto per capire anche voi quanto questo luogo puó affascinare.

Lo so, forse a voi sembrerá un bosco come tanti altri e non escludo che a pochi passi da casa vostra ce ne sia uno ancora piú bello. Ma per me questo luogo é speciale. In realtá, ve ne avevo già parlato.

Beh, questo bosco non esiste piú o almeno non come lo avete visto nel video. Degli esseri scellerati (difficile chiamarli umani) hanno deciso che era il caso di darlo alle fiamme. Adesso é rimasta solo cenere e qualche tronco annerito.

Non pensavo si potesse piangere per qualcosa del genere, eppure adesso capisco i sentimenti degli aquilani o degli emiliani quandono vedevano sbriciolarsi i luoghi simbolo della loro storia e della loro identità culturale sotto i colpi del terremoto. L’incendio di quella pineta è stato devastante, è stato il nostro terremoto, il mio e dei miei concittadini.

La leggenda della fenice che risorge dalle proprie ceneri nasce proprio dalla capacità della natura di rinascere dopo il fuoco. Monte Bonifato tornerà ad essere può bello di prima ma la natura punisce l’uomo con tempi che sono non misurabili con la vita umana. Per molti anni nessuno potrà sdraiarsi sotto un pino o mangiare le cotolette nel bosco in una giornata di inizio primavera.

Da quelle ceneri Monte Bonifato può risorgere. Gli uomini che invece hanno fatto questo, esseri malati, spregevoli, che preferiscono questo scempio alla bellezza, il cui piacere sta solo nel fruscio delle banconote, una volta trasformati in cenere saranno, per fortuna, scomparasi per sempre!

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