Intervista ad una “sopravvissuta al cibo tedesco”.

Per questa nuova categoria ho deciso di fare alcune domande ad un’amica che è tornata 7 giorni fa dalla Germania.
C’è stata un anno.

Per l’evento ho cercato l’immagine più trash di tutto Google.

Io: Allora?
Lei: Ti vedo in forma.
I: Bha. Mica tanto, piuttosto tu sei in forma.
L: È stato un sogno.
I: Immagino, ti sei trovata bene?
L: Assolutamente sì.
I: Famiglia ospitante?
L: Era benestante e sono stati deliziosi.
I: Invece A. e B. (genitori italiani della ragazza) ti hanno tormentato? Speravano di sentirti spesso?
L: Pensavo peggio, sono stati bravi. Li sentivo una volta ogni mese, forse meno.
I: Conoscendoli dev’essere stata una tortura per loro.
L: Sì, ma non aveva senso sentirli spesso; se vivo un anno all’estero con un’altra famiglia non mi metto ogni sera davanti al computer a parlare con loro di quello che ho fatto in un contesto… così lontano.
I: È vero.
L: Preferivo molto di più mettermi a tavola con i genitori ospitanti e parlare con loro.
I: Come ti trattavano i compagni di scuola sapendo che eri italiana?
L: I tedeschi sono simpatici, là impazziscono per gli italiani.
I: Impazziscono? In senso, che piacciono?
L: Sì! Occhi e capelli neri, carnagione scura: piace un sacco.
I: Caspita!
L: Infatti! Solo che io sono castana con occhi chiari, quindi all’inizio non credevano fossi italiana.
I: Ti hanno fatto pesare i luoghi comuni? Tipo: mafia, pizza, Berlusconi, quelle cose lì…
L: No, per niente. Ah! Con Schemino, sì… No, aspetta, come si chiama?
I: Dici Schettino?
L: Sì, con Schettino sono andati avanti per un mese. Era diventato un tormentone.
I: Ti prendevano in giro?
L: Non me, ma gli italiani in generale sì. E anche con gli Europei è stato un dramma.
I: Dove avete visto la partita?
L: A casa di un amico, prima di uscire io e mia sorella ci siamo dipinte la faccia. Lei m’ha chiesto “che bandiera vuoi?” e io ho risposto “quella dell’Italia, naturalmente! Sono Italiana!”.
I: Mitica!
L: Infatti erano tutti delusi. Quando, poi, abbiamo vinto ci sono stati dei ragazzi che hanno smesso di parlarmi. O peggio, si sono proprio incazzati e m’hanno detto qualcosa di sgradevole che non ricordo nemmeno più.
I: Anche là ci sono gli stronzi, insomma.
L: Sì. Però il giorno dopo mi hanno scritto scusandosi per il comportamento eccessivo.
I: Nella finale hanno tifato tutti gli spagnoli?
L: No, non ricordo. La finale non ha interessato molta gente.
I: Cambio discorso: com’è stato il ritorno in Italia? Hai trovato un ambiente diverso?
L: Non troppo, alcuni compagni di classe m’hanno delusa. In senso che prima che partissi tutti amiconi, poi, per un anno, non si sono fatti sentire. Nemmeno una mail. Nulla.
I: Capisco.
L: Non solo i maschi, ma anche le femmine. I maschi sono stati faticosi da sopportare quando li ho rivisti. Sembravano… Infantili.
I: Cosa ti dicevano?
L: Uno si era fissato che non potevo essermi trovata bene in Germania per il cibo. Diceva che fingevo dicendo che era stata una bellissima esperienza; solo perché là il cibo è peggio del nostro. Ti sembra un discorso sensato? Poi detto da uno che non cucina mai!
I: È il classico tipo invidioso del tuo anno all’estero e che cerca una scusa per non aver fatto la stessa cosa.
L: Esatto.
I: Gli italiani che ripetono ossessivamente “qui si mangia meglio, qui si mangia meglio” sono dei coglioni.
L: Non dovevo partire solo perché qui si mangia meglio?
I: Evidentemente sì.
L: Un altro, quando ha saputo che sentivo poco i miei genitori, m’ha detto che era una cosa molto triste. Diceva che non volevo bene ai miei.
I: Solo perché li sentivi poco?
L: Sì!
I: Ma quanti anni ha questo qui?
L: 18, come me.
I: A 18 anni bisognerebbe sognare di non sentire i propri genitori per due mesi, altro che.
L: Dev’essere un mammone, anche se non sembra visto dall’esterno.
I: A sentirti hai dei compagni di classe mezzi scemi, comunque.
L: Altri due hanno cercato di baciarmi appena arrivata. Dopo non essersi fatti sentire per un anno, hai capito?
I: Mio dio. È perché ti sono cresciute le tette quando eri via.
L: Ahahahah! Dici?
I: Sicuro. Ultima curiosità: cosa si ascolta là?
L: Mio fratello ascoltava solo Skrillex e i Rammstein.
I: Skrillex?! Gli piaceva la dubstep?
L: Non so nemmeno cosa sia.
I: Quel tipo di musica elettronica.
L: Penso di sì, gli piaceva la… non so… i bassi.
I: Ci sono gruppi migliori di Skrillex, dio mio.
L: Infatti nemmeno io lo sopportavo più.
I: A me piace anche la musica che fa, ma non sopporto lui come personaggio.
L: Là andava di moda.
I: Come ovunque.
L: Usciamo?
I: Sì, dove vuoi andare?
L: Vorrei tornare in Germania.
I: Cazzarola.

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21 thoughts on “Intervista ad una “sopravvissuta al cibo tedesco”.

  1. Un italiano la Germania la odia o la ama. Alla tua amica è andata benissimo e la cosa mi fa molto piacere. Quanto ai compagni bimbiminchia propongo di rispondere con un bel “halt die Klappe, du fauler Sack!”

  2. Ad ogni modo, tette o non tette, l’intervista mi è piaciuta!
    L’avessero fatta quelli di Italiauno sarebbe venuto fuori un bello scoop:
    “Miracolo in Germania: Italiana sopravvive per olte un anno e si innamora di un tedesco! Sarà colpa di Padre Pio o della sindrome di Stoccolma?”

    p.s.:ma com’è complicato lasciare qui un commento da “esterni”!!!!

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